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Energia nucleare e rinnovabile: il punto sui pro e contro

Energia nucleare e rinnovabile, una e congiuntiva che necessita un primo importante chiarimento.

Sempre di più, in questo particolare periodo storico, il dibattito sulle energie rinnovabili, interessa a diversi livelli un po’ tutti: addetti ai lavori da una parte e gente comune o utenza dall’altra.

Fa parte così tanto del linguaggio comune, che un po’ come per quei nomi che diventando familiari si accorciano, si parla più sinteticamente delle “rinnovabili”.

L’energia nucleare ha sempre suscitato un gran vociare, polarizzando opinioni in tutto il mondo: da un lato, promette una produzione energetica potente e costante, dall’altro, solleva preoccupazioni legate alla sicurezza, all’ambiente e all’inquinamento.

In questo articolo, esploreremo i vari aspetti dell’energia nucleare, mettendo in luce pro e contro, nonché chiarendola questione circa l’essere o meno una fonte rinnovabile.

Energia nucleare e rinnovabile: un chiarimento essenziale

Energia nucleare e rinnovabile per alcuni sono due facce della stessa medaglia, per altri invece no: chi ha ragione?

Questo è uno di quei casi in cui non possiamo sperare che la verità stia nel mezzo ed infatti per dissipare i dubbi è intervenuta la legislazione Europea che ha stabilito che non si può trattare di una fonte rinnovabile.

Il motivo è piuttosto semplice, se non ci addentriamo in aspetti eccessivamente tecnici: sebbene le centrali nucleari siano considerate ad alta efficienza, la scissione dell’uranio comporta la produzione di scorie radioattive, che vanno stoccate per periodi di tempo molto lunghi, così da perdere la loro carica radioattiva.

Per onestà intellettuale, riportiamo che se ci si sofferma alla sola fase della fissione del combustibile nel reattore nucleare, in effetti questa non rilascia CO2.

Fatta eccezione per quest’aspetto, l’intera filiera del nucleare, se così possiamo definirla, al contrario richiede un ingente utilizzo di energie fossili, con le ben note conseguente climatiche.

Energia nucleare e rinnovabile: a che punto è la fusione nucleare?

L’unico modo per ottenere energia nucleare pulita è attraverso la fusione nucleare, poiché a differenza della fissione questo processo non genera scorie radioattive.

Nel concreto, parliamo quindi del reattore sperimentale termonucleare europeo (ITER) costruito nel Sud della Francia, anche grazie alla partecipazione di 35 paesi tra cui l’Italia: un progetto ambizioso che sta riscontrando non poche difficoltà in termini di costi e di tempistica.

Vantaggi e svantaggi dell’energia nucleare

Dopo aver chiarito alcuni aspetti circa la questione energia nucleare e rinnovabile, proviamo insieme a comprendere quali possono essere i vantaggi e svantaggi dell’energia nucleare.

Che l’argomento appassioni e inneschi vere e proprie “catilinarie” lo abbiamo in parte già specificato: sostenitori e detrattori del nucleare da anni si interfacciano, ciascuno portando la propria verità.

Di seguito, anche noi, esamineremo nel dettaglio i principali pro e contro dell’energia nucleare. Vantaggi del nucleare:

  1. Elevata efficienza energetica: l’energia nucleare è estremamente efficiente rispetto alle fonti energetiche tradizionali. Una piccola quantità di combustibile nucleare, come l’uranio, è in grado di produrre una quantità di energia spropositatamente maggiore rispetto a quella generabile tramite fonti fossili, come carbone o gas naturale. Questo rende l’energia nucleare una soluzione potente per soddisfare le crescenti esigenze energetiche globali con meno risorse.
  2. Stabilità della produzione energetica: le centrali nucleari possono produrre energia costantemente, 24 ore su 24, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche o dai cambiamenti stagionali. Questa caratteristica le rende un elemento stabile e affidabile all’interno del mix energetico di un paese.
  3. Minori emissioni di gas serra: uno dei principali vantaggi ambientali dell’energia nucleare è la sua capacità di ridurre significativamente le emissioni di gas serra. Durante il funzionamento, una centrale nucleare non emette CO2, contribuendo così alla lotta contro i cambiamenti climatici.

Svantaggi nucleare:

  1. Gestione dei rifiuti radioattivi: la produzione di energia nucleare genera rifiuti radioattivi che rimangono pericolosi anche per centinaia di anni (se si tratta per esempio delle scorie a media attività). La gestione sicura e la corretta disposizione di questi materiali rappresentano una sfida ingente, con rischi significativi per l’ambiente e la salute pubblica in caso di gestione inadeguata.
  2. Rischi di sicurezza e incidenti nucleari: nonostante le misure di sicurezza, gli incidenti nucleari, benché rari, possono avere conseguenze catastrofiche, come dimostrano gli eventi di Chernobyl e Fukushima. Questi incidenti hanno sollevato preoccupazioni globali sul tema sicurezza centrali nucleari e sul loro potenziale impatto.
  3. Alti costi iniziali: la costruzione di una centrale nucleare richiede un investimento iniziale molto elevato, a causa delle rigorose normative di sicurezza, dei lunghi tempi di costruzione e della complessità tecnologica. Questi fattori, insieme ai costi associati alla gestione dei rifiuti e al decommissioning delle centrali, rendono l’energia nucleare una delle fonti energetiche più costose.
  4. Questioni di non proliferazione nucleare: il materiale nucleare può essere utilizzato non solo per scopi civili ma anche per la produzione di armi nucleari. Questo solleva preoccupazioni internazionali sulla non proliferazione nucleare e sulla necessità di rigorosi controlli e accordi internazionali per prevenire l’uso improprio del materiale nucleare.

Questi sono solo alcuni degli elementi che intervengono nel dibattito sul nucleare che certamente continuerà ad interessare la politica nazionale ed internazionale.

Quanto costa una centrale nucleare?

Rispondere alla domanda: “Quanto costa una centrale nucleare” necessita alcune valutazioni complesse, che proveremo a rendere il più semplici possibile.

La tecnologia necessaria e i sistemi di sicurezza di cui una centrale nucleare si deve dotare sono certamente ben più importanti di quelli di una qualsiasi altra realtà per la produzione di energia.

Un impianto nucleare, a parità di potenza installata avrà quindi un costo overnight nettamente superiore a quello di una qualsiasi altra tecnologia.

Per costo overnight si intende il costo al netto della sua costruzione, senza cioè considerare altre due voci:

  • i tassi di interesse solitamente alti perché i tempi di realizzo di una centrale sono lunghi e obbligano ad altrettanto lunghe attese, prima di poter rientrare del capitale investito.
  • i costi vivi ovvero tutte le voci spese necessarie per far funzionare l’impianto ma anche i costi legati allo smaltimento delle scorie radioattive e dello stesso impianto, a fine ” carriera”.

Qual è, se c’è, il possibile risparmio? Sui costi della materia prima…

Una centrale nucleare richiede centomila volte meno materia prima di una centrale fossile; in sostanza sebbene 1 kg di uranio costi di più di un 1 Kg di carbone, questo comunque non offusca il vantaggio dato dalla sua densità energetica, ovvero la quantità di energia che si può ricavare da una data materia ed in questo caso specifico dall’uranio stesso.

Perché in Italia non ci sono centrali nucleari: un po’ di storia.

Molti sono i fattori che spiegano perché in Italia non ci sono centrali nucleari ed il primo di questi ha a che fare con la natura del territorio stesso.

L’ Italia, infatti, è soggetta a un alto rischio sismico, e la costruzione di centrali nucleari potrebbe comportare gravi conseguenze in caso di terremoti.

A questo si aggiunge una questione più politica, perché con i tre referendum (a partire dal 1987) si iniziò un percorso abrogativo, complice ovviamente il disastro di Chernobyl.

Tra il 1988 ed il 1990 le centrali ancora attive vennero chiuse, ma forse non tutti ricordano che nessuno dei tre referendum però pose un veto categorico sulla possibile costruzione di siti nucleari in Italia.

Siamo nel 2004, quando proprio in seguito all’abrogazione di uno dei tre referendum (unitamente agli alti costi dei combustibili fossili) Enel si riavvicina a questo tipo di tecnologia, contribuendo a diverse costruzioni, in materia di nucleare, sia in Slovacchia che in Francia.

Nel 2011 il disastro di Fukushima (uno tsunami danneggio tre reattori nucleari) incise sulle sorte di un nuovo referendum sulla questione del nucleare: la vittoria del no infatti fu schiacciante.

Di certo l’Italia ha una lunga narrazione che parla di nucleare, grazia alla sua insigne tradizione accademica: Fermi e Amaldi, in primis ed in tempi pionieristici e i diversi Atenei contemporanei (Politecnico di Milano e Torino, La Sapienza e l’Università di Pisa) parlano comunque di energia nucleare e rinnovabile, ancora oggi.

A riprova di ciò anche il nostro articolo è un segnale concreto di come il dibattito sia ancora vivo e acceso.

Dibattito sul nucleare: Tubiflex dalla parte dell’energia

Se da una parte c’è il dibattito sul nucleare dall’altra c’è la realtà di Tubiflex SPA che al centro della sua mission aziendale colloca la costante ricerca per realizzare prodotti per massimizzare l’efficienza e la sostenibilità degli impianti di generazione dell’energia.

Tra le applicazioni dei suoi prodotti:

  • Tubi flessibili per proteggere cavi elettrici e fibre ottiche
  • Tubi assemblati per la connessione di pannelli solari
  • Tubi assemblati per il raffreddamento di generatori eolici
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